Architettura funeraria

I monumenti delle necropoli ceretane permettono di seguire, meglio che in ogni altra città etrusca, lo sviluppo dell'architettura funeraria e, indirettamente, anche di quella civile. Nel periodo villanoviano (IX-VIII sec. a.C.) il tipo della tomba "a pozzetto" singolo o doppio in cui venivano collocati i cinerari, racchiusi o meno in custodie di tufo, è documentato accanto a quello della tomba "a fossa" rettangolare o trapezoidale, chiusa da lastre di tufo e destinata ai defunti inumati.

Tomba dei Capitelli

Veduta dell'interno della Tomba dei Capitelli

Alla fine dell'VIII sec. a.C. si verifica il passaggio alle tombe "a camera", con breve corridoio di accesso e stretta porta di ingresso. Destinate inizialmente a una deposizione singola e poi multipla, le camere erano interamente costruite o parzialmente scavate nel tufo e coperte a falsa volta ogivale con blocchi disposti in progressivo aggetto. La parte costruita era poi ricoperta da una calotta di terra con funzione di contenimento statico. Nel corso del periodo orientalizzante, con l'emergere di una ricca classe dominante, i sepolcri a tumulo raggiungono proporzioni grandiose (diametro anche di 30-40 m).

I tumuli, composti da un tamburo cilindrico di base liscio o modanato e da una calotta soprastante di terra, sono spesso usati da più generazioni di una stessa famiglia. Le camere, scavate interamente nel banco tufaceo, hanno una pianta sempre più complessa e articolata, che risente degli sviluppi dell'architettura domestica, dalla capanna alla domus. Gli interni, con banchine conformate a klinai o a letti a cassone, vengono spesso arricchiti di elementi decorativi e arredi scolpiti nel tufo: soffitti con travi a scacchiera o a ventaglio, porte e finestre, scudi, tavole, cesti, troni e statue di antenati.

Dalla fine del VI sec. a.C. i tumuli vengono progressivamente sostituiti dalle tombe quadrangolari "a dado", in parte o del tutto costruite in blocchi e disposte lungo strade e piazze che si incontrano ad angolo retto, secondo un preciso piano regolatore. Nel corso dell'età ellenistica compaiono i grandi e profondi ipogei gentilizi a camera unica e a pianta quadrangolare, con uno o due pilastri e con stucchi e pitture alle pareti. Le facciate a volte presentano un aspetto monumentale di tipo rupestre, con finte porte e sculture.