Esposizione

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Piano terra

Si accede al Museo dall'avancorpo adiacente a una delle torri del Castello e si passa attraverso il cortile, dove sono conservati frammenti architettonici e statue romane della prima età imperiale.

La visita all'interno prende avvio dalle vetrine poste a destra dell'ingresso, in cui sono esposti alcuni corredi funerari provenienti dalle più antiche tombe a incinerazione della necropoli del Sorbo (IX-VIII sec. a.C.). Tipici di questo periodo sono le urne di impasto scuro e gli ossuari biconici che contenevano le ceneri del defunto. Seguono i corredi delle tombe del tipo a fossa con defunto inumato, in cui sono presenti anche oggetti di ornamento personale e ceramiche destinate al "banchetto oltremondano".

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Vista panoramica delle vetrine del piano terra del Museo

Segue poi l'esposizione di corredi provenienti da tombe a camera databili al VII e VI sec. a.C. rinvenute soprattutto nelle necropoli urbane di Monte Abatone e della Banditaccia. Accanto ai vasi di produzione locale, di bucchero e di impasto, e alla ceramica etrusco-corinzia, è assai ricca e preziosa la testimonianza di ceramiche d'importazione greca (in particolare contenitori per cibi e ceramiche fini da mensa), segno del ruolo preminente di Caere nell'economia mercantile del Mediterraneo.

Tipiche di questo periodo sono anche le urnette cinerarie di impasto rosso con coperchio a tetto  displuviato e decorazione geometrica suddipinta in bianco (white-on-red) sulla cassa rettangolare. Si segnala poi un'urna in terracotta più recente (fine VI sec. a.C.) sul cui coperchio è rappresentata una coppia di sposi distesa a banchetto.

Primo piano

L'esposizione dei corredi funerari di VI-V sec. a.C. prosegue al piano superiore, dove sono presenti anche i vasi provenienti dalla collezione Odescalchi. A uno di questi corredi appartiene il coperchio in terracotta che rappresenta un giovane semisdraiato a banchetto, dall'anatomia evidenziata e dalle gambe incrociate (inizi V sec. a.C.).

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Vista panoramica delle vetrine del primo piano del Museo

Gli ambienti espositivi sulla sinistra sono dedicati a testimonianze provenienti dall'area urbana, tra cui spiccano terrecotte architettoniche e lastre fittili dipinte, che dovevano decorare interni di edifici civili come di tombe e in cui dominano temi legati a gesta eroiche. Una vetrina a sé è riservata all'esposizione di una lastra rinvenuta a Ceri, la cosiddetta lastra del Guerriero, di recente restaurata.

Dagli scavi dell'area urbana provengono anche le antefisse a testa femminile rinvenute da Mengarelli nell'area della Vigna Parrocchiale, insieme ad alcune ciotole con dedica a Hera, e gli ex voto in terracotta dal santuario del Manganello: teste, votivi anatomici, piccoli altari figurati che dal IV sec. a.C. giungono fino al periodo della piena romanizzazione di Caere.

Lungo il percorso di visita sono esposti anche cippi funerari, che presentano iscrizioni in etrusco e in latino, e alcune sculture di animali fantastici e demoni mostruosi, poste a decorare l'esterno delle tombe, tra cui spicca la statua di Caronte proveniente dalla necropoli di Greppe Sant'Angelo (fine IV sec. a.C.). Degni di nota sono anche alcuni sarcofagi, sia di tipo a cassone con tetto displuviato sia con defunto recumbente, come nel caso del sarcofago del magistrato Venel Tamsnie.

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