Pianoro urbano

Le prime attestazioni dell’occupazione del pianoro urbano risalgono all’età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.) e si concentrano in particolare nei due poli opposti del pianoro, a N-E e a S-O, a cui corrispondevano, oltre il perimetro urbano, i sepolcreti di Cava della Pozzolana e del Sorbo. Altre testimonianze di epoca villanoviana, di carattere sia sepolcrale sia abitativo, sono state rinvenute sul pianoro negli scavi condotti in località Sant’Antonio e Vigna Parrocchiale, a testimonianza di un’occupazione per piccoli nuclei abitativi dotati di necropoli ad essi adiacenti.

Caere pianoro
"Veduta della parte occidentale dell'antica città di Cere" (L. Canina, 1846)

Tra il VII e il IV secolo a.C., il periodo di massima fioritura di Caere, venne occupato tutto il pianoro e l’area centrale divenne la zona monumentale della città. Le necropoli si svilupparono lungo i pianori paralleli della Banditaccia e di Monte Abatone e, a partire dalla piena età arcaica, la città fu interessata da una sistemazione urbanistica e fu dotata di fortificazioni e di un complesso sistema di opere idrauliche, connesso con l’utilizzazione delle acque sorgive o piovane e caratterizzato da una fitta rete di cunicoli, pozzi e cisterne.

Nell’area centrale del pianoro, in località Vigna Parrocchiale, gli scavi del CNR hanno riportato alla luce una situazione archeologica assai complessa, sia per la lunga stratificazione (circa 800 anni) sia per le profonde arature e l'intervento di scavatori clandestini. Fra i resti di maggior rilievo si possono annoverare testimonianze di epoca villanoviana e una residenza aristocratica di epoca arcaica, distrutta agli inizi del V in concomitanza con la colmatura di una grande cavità ricavata nel tufo e con la costruzione di un tempio di grandi proporzioni e di un edificio ellittico a cielo aperto di carattere pubblico.

I principali resti di età romana comprendono parte della cavea del teatro augusteo, anch’esso in località Vigna Parrocchiale, un anfiteatro collocato a poca distanza, tratti di un acquedotto e di opere idrauliche e resti di vari edifici. Il complesso di sculture di età augustea conservate ai Musei Vaticani è riferibile al teatro, mentre il ciclo statuario di età giulio-claudia era probabilmente pertinente a un Caesareum.