Scavi

Fin dagli anni Trenta del XIX secolo le ricerche archeologiche a Cerveteri si sono concentrate nelle necropoli e solo sporadicamente le indagini hanno interessato l’area urbana, in genere a seguito di ritrovamenti occasionali. Nel 1846 l’arciprete di Cerveteri, Alessandro Regolini, condusse alcune indagini in prossimità del teatro romano, non lontano da dove pochi anni prima erano state recuperate statue e iscrizioni di età giulio-claudia; nel 1870 furono rinvenute terrecotte architettoniche in località Vigna Marini Vitalini, poi disperse in diverse collezioni di Musei del mondo; e verso la fine del secolo fu scoperto un deposito votivo in località Vignaccia.

Vigna Parrocchiale, Scavi Mengarelli
Gli scavi di Raniero Mengarelli a Vigna Parrocchiale

Agli inizi del XX secolo anche nell’abitato, come nelle necropoli, le ricerche vennero sottoposte a una regolamentazione di cui fu protagonista Raniero Mengarelli, Direttore dell’Ufficio Scavi di Civitavecchia e Tolfa. Nell’area urbana furono rinvenuti edifici e aree sacre, in particolare nella zona della Vigna Parrocchiale, dove fu scoperto il cosiddetto Tempio di Hera, e del Manganello, dove già nel 1826 Regolini aveva rinvenuto un imponente deposito di terrecotte votive.

Se si escludono alcuni sporadici rinvenimenti, l’attività di ricognizione e di scavo sul pianoro urbano è ripresa con sistematicità solo a partire dagli anni Ottanta del XX secolo per iniziativa dell’'Istituto per l'Archeologia Etrusco-Italica (poi confluito nell’Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico) del CNR, sotto la direzione scientifica di Mauro Cristofani e d’intesa con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale.

Le principali aree oggetto di scavo sono due: la prima situata in località Vigna Parrocchiale nella parte centrale del pianoro, presso il teatro di epoca romana, nel cuore della città antica; la seconda presso il limite sud-orientale del pianoro, vicino a una delle porte della città, in località S. Antonio, dove le ricerche proseguono a cura dell’Università degli Studi di Urbino e di Venezia. Dagli anni 2000 il CNR ha ampliato le proprie indagini anche sullo sperone roccioso sovrastante il Fosso del Manganello, mentre l’Università di Perugia ha proseguito gli scavi dell’ipogeo di Genucio Clepsina nella Vigna Marini-Vitalini.