Storia

La città etrusca emerge nella storiografia antica nel 540 a.C. quando, secondo la testimonianza dello storico Erodoto, combatté a fianco dei Cartaginesi nella battaglia del Mar Sardo contro i coloni greci di Focea per il predominio sulle acque del Tirreno. Al periodo di alleanza politica etrusco-cartaginese fanno anche riferimento i testi incisi in etrusco e in fenicio sulle lamine d’oro rinvenute nel santuario di Pyrgi, dove è menzionato un magistrato ceretano, Thefarie Velianas, che agli inizi del V sec. a.C. dedicò un sacello e una statua a Uni, divinità identificata nel testo fenicio con Astarte.

Lamine d'oro
Le tre lamine d'oro rinvenute negli scavi del santuario di Pyrgi

Attraverso i porti di Alsium e di Pyrgi, la città mantenne una posizione di prestigio nella politica marittima e nell'economia mercantile. Dopo una serie di scontri tra Siracusani ed Etruschi nel V sec. a.C., il porto militare di Pyrgi fu uno degli obiettivi delle imprese belliche del tiranno Dionisio di Siracusa, che costò al relativo santuario, nel 384 a.C., un sacrilego saccheggio. In quegli stessi anni Caere ebbe un rapporto privilegiato con Roma e fu alleata dei Romani durante l'invasione gallica (390 a.C.), ottenendo, dopo la vittoria, la concessione della civitas sine suffragio.

Iscrizione

Iscrizione commemorativa di C. Genucius Clepsina, artefice della conquista romana del 273 a.C.

Ma dai primi decenni del III secolo, coinvolta nelle guerre etrusco-romane, Caere finì per soccombere e subire, nel 273 a.C., la confisca di metà del territorio che divenne ager publicus. Nell’area costiera vennero dedotte le colonie di Fregenae, Alsium, Pyrgi e Castrum Novum, mentre l’area interna fu organizzata in prefettura: a tali episodi si collega il personaggio ricordato su un’iscrizione incisa sulla parete di un ambiente ipogeo con il nome di C(aios) Genucio(s) Clousino(s) prai(fectos), console a Roma nel 276 e nel 270 a.C. La città divenne poi municipio nel 90 a.C., ebbe un periodo di breve rinascita in età augustea e giulio-claudia e si avviò poi a un processo di lenta decadenza già evidente nel II sec. d.C.

In epoca altomedievale gli abitanti di Caere, da allora divenuta Caere Vetus, da cui il nome di Cerveteri, cercarono rifugio da epidemie e invasioni sul colle tufaceo occupato dall'attuale borgo di Ceri. Bisogna attendere il XIII-XIV secolo per assistere a una rioccupazione stabile di Cerveteri e il XVI per una sua rifioritura sotto gli Orsini. Nel 1674 Cerveteri fu venduta ai principi Ruspoli, ai cui discendenti si deve nel 1967 la cessione allo Stato del Castello, sede del Museo Nazionale Cerite.