La città

Fondata secondo la tradizione dai Pelasgi, mitica popolazione greca migrante, l’etrusca Kaisra/Keisra (Agylla in greco e Caere in latino) divenne una metropoli costiera tra le più prospere e importanti del Mediterraneo antico. Con un’area urbana di circa 150 ha e una popolazione che all’epoca del suo massimo splendore contava non meno di 25.000 abitanti, Caere fu il secondo centro dell’Etruria meridionale dopo Veio.

La città di Caere
Cerveteri: vista panoramica del pianoro urbano da S-O

La città si estende su un vasto pianoro tufaceo di forma triangolare allungata, orientato in direzione N-E/S-O. Questo suggestivo pianoro, denominato dei Vignali, è compreso tra le valli formate dall’erosione fluviale del Fosso del Manganello e del Fosso della Mola, che lo separano da due alture parallele, sedi entrambe delle necropoli di epoca storica della Banditaccia (a N-O) e di Monte Abatone (a S-E).

L’area dell’insediamento etrusco, solo in piccola parte occupata dalla cittadina moderna, è stata sistematicamente esplorata dagli inizi degli anni Ottanta del Novecento, grazie all’iniziativa dell’Istituto per l’Archeologia Etrusco-Italica del CNR, sotto la guida di Mauro Cristofani, d’intesa con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale. Le ricerche sul pianoro hanno restituito testimonianze che dall’epoca villanoviana giungono fino a quella romana, con un periodo di maggior splendore politico e culturale tra il VII e il IV secolo a.C.

Le costruzioni moderne occupano solo un decimo circa dell'area dell'antica città, in quanto l'espansione edilizia moderna si è sviluppata soprattutto in direzione del mare e della Via Aurelia. Tutto il resto del pianoro, per lo più costituito da terreni coltivati, è sottoposto a vincolo archeologico.