Viabilità

Al centro di questo territorio, Caere costituiva il nucleo di una complessa rete viaria a lungo e breve raggio di tipo stellare, le cui direttrici principali portavano sia verso gli scali portuali e gli insediamenti costieri, sia verso le città dell'entroterra fino ai confini del territorio di Tarquinia e di Veio.

Condizionata dalla natura dei luoghi, la rete viaria preromana seguiva percorsi naturali praticati fin dall'epoca protostorica; laddove necessario, venivano anche adottate soluzioni ardite, attraverso profonde tagliate nel tufo, per superare dislivelli creati da gole e burroni. Nei secoli della massima fioritura di Caere, quando essa assunse il ruolo di "metropoli internazionale", la rete viaria divenne sempre più complessa e capillare.

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Particolare di una tagliata viaria del territorio cerite

Assai antico è il tracciato che collegava Caere con il suo principale porto: la via Caere-Pyrgi. Accuratamente costruita fra la metà del VII e la metà del VI sec a.C., larga anche più di 10 m. e lunga circa 13 km., la via procedeva con direzione da E a O e costeggiava lungo il suo percorso i grandi tumuli di Zambra e di Monte Tosto, per giungere al santuario di Pyrgi, attraverso un ingresso monumentale.

In epoca romana, la Via Aurelia e la Via Clodia, in parte coincidenti con percorsi di epoca precedente, divengono i nuovi assi viari principali rispettivamente lungo la costa e nell'interno del territorio. La viabilità più antica continua comunque ad essere utilizzata e spesso alcuni tracciati vengono ripavimentati.