Il territorio

L'ambiente circostante si presentava sin dall'antichità particolarmente favorevole. La città era a poca distanza dalla costa, ma poteva al contempo utilizzare il vasto retroterra caratterizzato da selve: una zona ricca di risorse naturali, che rendevano possibile sia lo sfruttamento agricolo, sia l'approvvigionamento idrico.  

Territorio Monti Ceriti
Veduta aerea dei Monti Ceriti

In epoca arcaica, nel periodo di massima fioritura di Caere, il territorio sotto il suo influsso culturale ed economico era limitato a O dalla fascia costiera tirrenica, dove erano dislocati i tre principali porti della città: Alsium (Palo), Pyrgi (Santa Severa) e Punicum (Santa Marinella). Il territorio si estendeva poi nell'entroterra fino ai Monti della Tolfa, ai Monti Sabatini e al Lago di Bracciano.

Dopo la conquista romana nel 273 a.C., Caere subì la confisca di metà del territorio. Furono dedotte alcune colonie marittime (Fregenae, Alsium, Pyrgi, Castrum Novum), la ricca zona mineraria dei Monti della Tolfa passò sotto il diretto controllo di Roma e nel 241 a.C. venne tracciato l'asse viario dell'Aurelia. Nel 90 a.C. la città divenne Municipio. Il processo di decadenza, evidente già nel II sec. d.C., si concluse nell'Alto Medievo con l'abbandono del centro antico da parte degli abitanti che si rifugiarono a Ceri, un piccolo insediamento dell'entroterra.