La necropoli della Banditaccia

La necropoli etrusca della Banditaccia è la principale area di sepolture dell'antica Caere, in cui si concentra la maggior parte delle tombe monumentali. Si tratta di un complesso immenso (è stimata la presenza di circa 20.000 tombe a camera in questa sola necropoli) con caratteri di assoluta unicità, che sono valsi l'inserimento nella lista UNESCO dei siti Patrimonio dell'Umanità.

Via Sepolcrale
Punto d'incrocio tra la Via Sepolcrale e la Via dei Monti della Tolfa (foto a 180°)

Posta su un pianoro tufaceo parallelo all'area urbana, la necropoli della Banditaccia venne utilizzata già dal VII sec. a.C. Al suo interno si distinguono più settori, che riflettono i diversi nuclei in cui doveva essere articolata la necropoli nel suo lungo periodo di vita, fino al I sec. a.C. L'area aperta al pubblico comprende il Vecchio e il Nuovo Recinto e si estende per quasi 10 ettari, coprendo meno di un decimo dell'estensione complessiva della necropoli. Colpiscono qui soprattutto gli imponenti tumuli circolari con calotta emisferica di terra, le tombe "a dado" e i grandi ipogei gentilizi, che si dispongono lungo la Via Sepolcrale Principale e le vie minori.

Altri settori della necropoli sono quelli dell'"Autostrada" - la strada asfaltata che dalla cittadina moderna porta verso la necropoli, così chiamata durante gli scavi Mengarelli - e delle "Tombe del Comune", dove è presente un gruppo omogeneo di sepolcri ipogei di IV sec. a.C. A sinistra dell'Autostrada si trova la Tomba delle Cinque Sedie (terzo quarto del VII sec. a.C.), dal numero dei sedili intagliati nel tufo in uno degli ambienti, oggi inserita, grazie a scavi recenti, all'interno di un più ampio complesso monumentale. A destra della stessa strada, di fronte all'ingresso del Recinto, è posizionata un'altra zona sepolcrale con tombe a camera e tumuli di epoca orientalizzante (area dei "Grandi tumuli").

Con il nome di Laghetto è indicata la collina situata presso il margine E della zona centro-orientale del pianoro, compresa tra la Ripa del Manganello e la Via degli Inferi, dove sono stati individuati due settori, denominati Laghetto I e II. La zona venne intensamente sfruttata con la costruzione di tombe, piazzette e vie di passaggio, almeno fino al II sec. a.C.